 Se il dito indica il cielo, l'imbecille guarda il dito...
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| Sto studiando uno splendido testo per l'esame di storia delle istituzioni politiche che analizza il periodo dei Cento Giorni e le cause della disfatta politica di Napoleone - Waterloo a parte. La dinamica di quei giorni, a livello sociale, istituzionale e politico è stata davvero particolare e affascinante. Napoleone, con la sua presunta conversione agli ideali del liberal-costituzionalismo, ha non solo deluso lo zoccolo duro dei suoi sostenitori, che avrebbero voluto il ritorno ai fasti dell'impero e al Napoleone vecchio stile, ma non è riuscito neppure a convincere l'opinione pubblica liberale e moderata, che, nonostante avesse avuto, nella sostanza, ciò che voleva, restava comunque critica e diffidente e non riusciva a credere alla buona fede un uomo di tal fatta. Probabilmente, a ragione. Egli si è ritrovato ad aderire, per forza di cose, ad ideali costituzionali che non gli appartenevano e che avrebbe rinnegato alla prima occasione finendo comunque per inimicarsi sia chi avversava quegli ideali, sia chi li desiderava, ma ripudiava colui dal quale provenivano. Uno dei pochi a crederci fu Constant, poverino, che, nonostante le critiche piovute da tutti i lati, sperava ancora di poter convertire Napoleone alla moderazione. Ma l'empasse in cui si trovava probabilmente non era risolvibile.
Il testo comunque è "Le istituzioni parlamentari in Francia (1815-1816)" di Maria Sofia Corciulo. |