LA CANDIDATURA DI VELTRONI A SEGRETARIO DEL PARTITOI DEMOCRATICOVeltroni ha annunciato mercoledì a Torino la sua candidatura a segretario del Partito Democratico. La sua elezione il 14 ottobre appare scontata. La scelta della città in cui dare l'annuncio non è stata casuale: si vuol ripartire dalla roccaforte operaia del Nord per cominciare la riconquista del consenso perso al settentrione, perdita del consenso manifestatasi in modo clamoroso nelle recenti amministrative.
Al solito Veltroni è stato molto ecumenico: grandi elogi per Prodi, Fassino, Rutelli e un invito a superare gli odi e le divisioni perchè la ripresa economica non è né di destra né di sinistra. È la qualità che gli riconoscono tutti: saper coagulare le diverse posizioni alla ricerca di un efficace compromesso che accontenti il maggior numero di istanze. Un metodo che ha complessivamente incontrato il gradimento dei romani. Ma ha mostrato anche inaspettata decisione quando si è trattato di snocciolare i problemi che affliggono la sua parte: ha parlato di una sinistra vecchia ancorata nella difesa di vecchie conquiste che in una società dinamica privano dei diritti altre fasce della popolazione. Ha lanciato una frecciata al sindacato affinché non tuteli solo i lavoratori con il posto già assicurato e i pensionati ma anche i giovani precari.
La parte dedicata ai contenuti ha presentato molti elementi di interesse: ha richiamato alla necessità di dare maggiore attenzione ai giovani : con un piano di edilizia popolare con funzione di calmiere in vista di uno sblocco del mercato degli affittii, con un sistema che garantisca possibilità continue di formazione e indennità di disoccupazione volte non al parcheggio ma alla reintroduzione più celere e soddisfacente nel lavoro. Ha parlato della debolezza della ricerca scientifica, del fisco troppo alto che contribuisce a generare sacche di evasione e ha criticato le difese corporative che caratterizzano il nostro paese. Ha difeso l'esigenza di una finanza rigorosa per abbattere debito pubblico. Ha mostrato attenzione anche alle esigenze degli imprenditori: le merci in Italia viaggiano molto più lente che all'estero; un imprenditore per ottenere un credito in via giudiziaria ci impiega il doppio del tempo perché la giustizia funziona con tempi lenti. Un imprenditore quando non evade, paga troppo, deve adempiere a troppe beghe burocratiche e riceve pochi servizi per quanto paga.
A mio parere Veltroni dunque si è presentato bene: ha mostrato di avere le idee chiare su cosa si deve fare e mi ha sorpreso non lasciandosi andare come temevo al buonismo caramelloso dimostrandosi capace di lanciare ben indirizzate frecciatine alla sua parte politica.
Da questo punto di vista alcune questioni con i suoi le dovrà chiarire e non bisogna essere dei veggenti per immaginare le resistenze e gli ostruzionismi chem dovrà superare. Ne faccio una breve rassegna:
Veltroni ha parlato di un nuovo ruolo da dare alle donne nel partito. Nei fatti i suoi compagni non la devono pendate come lui: altrimenti non si spiega perchè è stata scelto lui come candidato (unico?) al PD e non la Finocchiaro. chi ha lavorato di più per il PD, Veltroni o la Finocchiaro? Si attendono riscontri a questo buon proposito.
Ha affermato che non è con l'odio sociale che si elimina l'evasione e che è ugualmente esecrabile il pubblico dipendente fannullone che magari fa secondo lavoro in nero. Ma chi è che continua a propagandare una logica di odio classista e a difendere i fannulloni considerando un tabù il licenziamento nel settore pubblico?
Ha parlato di un ambientalimo intelligente rivolto ai si grazie anche alla conoscenza e allo sviluppo delle energie alternative( idrogeno, solare): ha detto che non si può dire all'alta velocità se l'alternativa sono i gas di scarico della auto, non si può dire no allo smaltimento dei rifiuti tramite termo valorizzatori se l'alternativa sono le discariche a cielo aperto. Ma chi è contro la TAV? E chi governa nella regione Campania dove lo smaltimento dei rifiuti sono emergenza quotidiana?
Ha evidenziato le storture del welfare dove si discute ogni giorno se si debba andare in pensione a 57 ,58 o 60 anni, ma non si affrontano i problemi dei bambini che vivono in famiglie al di sotto della soglia della povertà. Questo vorrebbe dire che Veltroni non è contro lo scalone della riforma Maroni? E che forse ammette che le pensioni incamerano troppe risorse pubbliche sottraendone ad altri settori ugualmente importanti del welfare? Ma quanti nel centrosinistra sono d'accordo con lui?
ha elogiato l'opera di D'Antona e Marco Biagi . ma forse si è dimenticato che a sinistra c'è chi vede Biagi come il demonio.
Ha fatto l'elogio del sistema elettorale francese definendolo testualemte perfetto. Ha aggiunto “da noi tutto è frammentazione. Ma la democrazia è decisione. I comuni e le regioni sono esempio di stabilità ed i sindaci rispondono ai cittadini.” Il sistema elettorale deve far convivere le esigenze di pluralismo, rappresentatività, stabilità e eliminazione della frammentazione. Si è detto favorevole a ridurre la numerosità degli organismi elettivi. 1000 parlamentari in italia sono troppi, negli altri paesi ce ne sono la metà . Ha definito l'Italia paese dei veti e non delle decisioni e ha ammonito che la democrazia si può perder per eccesso ma anche per difetto di decisione. Un elogio del maggioritario dunque. A Mastella ai comunisti e ai verdi saranno fischiate le orecchie.
Un sincero augurio a Veltroni perché un partito democratico forte è utile non solo al centrosinistra, ma anche al sistema politico italiano e serve da stimolo anche alla destra. Ma deve essere consapevole che gli ostacoli alla realizzazione di ciò che ha proposto vengono anzitutto dai suoi alleati.